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La Relazione

Che cos’è la relazione? di cosa essa si nutre?

Mi riferisco ad una relazione autentica coincidente quindi con la verità.

La relazione è l’incontro con l’Altro, l’altro in quanto diverso e simile allo stesso tempo.

Sentiamo, infatti, di avere aspetti comuni e probabilmente sono gli stessi aspetti che ci hanno attratto verso quella persona.

Una relazione autentica è però una relazione dove coesistono odio e amore, dove entrambe possano essere sperimentate, e, tollerate.

Si tratta di una ‘relazione intima’ come direbbe Carlos Tabbia, ovvero, entrare in intimità con l’altro in un gioco di emozioni e sensazioni. E’ un incontro di menti che passa inevitabilmente dal concreto, dalla sensualità, e dalla corporeità, per poi giungere all’incontro mentale, alla conoscenza di Sé e dell’Altro verso la creazione di uno spazio comune di con-divisione.

Il sentimento autentico permette di affrontare le difficoltà, di andare oltre, attraverso un’apertura mentale, apertura in senso di conoscenza, se c’è chiusura la relazione crolla, l’amore non è finito è infinito.

Comprensione, Fiducia, lealtà, rispetto, verità, sono solo alcuni aspetti che costituiscono una relazione autentica, matura e non infantile. Questo porta la persona ad af-fidarsi all’altro completamente, senza paure e senza timori, un’Amore forte è fonte inesauribile di creatività e curiosità. Si tratta di uno spazio in cui le emozioni non si raffreddano ma s’intrecciano in luoghi profondi e ardenti del non-conosciuto.

Federica Guagliardo

gusmano

Dimensione Wireless
Internet, agire comunicativo e cosmologie del quotidiano

Francesco Gusmano
La rete cambia le nostre vite. Estende lo spazio logico delle nostre coscienze, attiva connessioni e relazioni, aggregazioni per affinità elettive. Nuovi ed inusitati percorsi identitari possono aver luogo, nuove traiettorie conoscitive possono trovare sviluppo. Il web produce inoltre una sfera pubblica. E una coscienza più attenta, se si vuole, più critica. Pesa, in tal senso, il rientro in gioco della parola scritta - la scrittura è sempre, e pur sempre, una procedura di ordinamento del pensiero. Blog, forum, webzine, social network sono i principali luoghi d’eser­cizio dello scrivere, probabilmente – è questa l’ipotesi - la palestra dei chierici del futuro. Le menti, negli anni a venire, saranno sempre più “wireless”, connesse tra loro più nella dimensione immateriale del web che in quella dello spazio fisico ordinario. O perlomeno, nell’una e nell’altra insieme. Una nuova fisica della mente dev’essere dunque pensata e teorizzata. Dire “mente” significa innanzitutto indicare un universo di senso, un cosmo costituito dal bagaglio delle esperienze vissute. Perciò Internet ha un ruolo decisivo: arricchisce e ridisegna le nostre menti, conferisce un assetto nuovo alle “cosmologie” della nostra vita quotidiana.

Non esiste una teoria scientifica per spiegare l’etiologia delle emozioni.
Attualmente sussiste il superamento della falsa dicotomia tra ragione ed emozione. L’osservazione scientifica sull’evoluzione emozionale risulta scarsamente sistematica. La psicologia, in quanto apporto scientifico, vuole delineare una definizione operativa, una spiegazione sperimentale, con una verificabilità empirica rispetto al manifestarsi delle emozioni.
Nel 1884 James, dopo il laboratorio di Wundt a Lipsia, definisce le emozioni come “il sentire” to feel,definendo una teoria periferica per l’emozione, quale meccanismo retroattivo dalla periferia dell’organismo, al sistema nervoso centrale. L’evento emotigeno genera risposte neurovegetative e modificazioni neurofisiologiche.

Ipotesi sull’influenza degli stati emotivi

Secondo Ekman, le espressioni facciali generano l’esperienza emotiva corrispettiva, rispetto ad un paradigma di induzione muscolare. Laird nel 1984 definisce la teoria dell’autopercezione, una mediazione cognitiva di tipo percettivo. Secondo la teoria vascolare dell’efferenza emotiva, il ritmo della respirazione e il raffreddamento della regione talamica influenzano gli stati emotivi.
Damasio sostiene che Cartesio sia in errore quando afferma che la res extensa differisce dalla res cogitans, invece subentra una mentalizzazione del corpo e una somatizzazione della mente.
Per la teoria centrale di Cannon, i centri di attivazione dei processi emotivi risiedono nella regione talamica.
Secondo Duffy l’emozione coincide con l’ arousal simpatico per cui le emozioni danno risposte biologiche.
L’amigdala, una ghiandola vicina al sistema limbico, è il computer della vita emotiva (Le Doux 1993), quale archivio della memoria emozionale come significato degli eventi, ed è l’interfaccia tra gli episodi e gli eventi ambientali e mentali e le risposte emotive.
Schachter e Singer nel 1962 delineano il paradigma dell’attribuzione erronea, per cui se si attribuisce erroneamente l’attivazione fisiologica a cause neutre, non emotive, la propria esperienza emotiva risulta attenuata.

Emozioni e comunicazione affettiva *

3 novembre 2002

* I Linguaggi della mente e le sue espressioni San Miniato (Pisa) 11 – 12 Maggio 2002

L’incontro con l’Altro, è fatto sempre di una realtà concreta, materica, una realtà corporea di comunicazione che veicola affetti ed emozioni secernendo umori densi o fumosi come il sudore, le lacrime, gli odori il sangue.
Nella co-presenza dell’incontro terapeutico ci facciamo cose, dice Salomon Resnik 1, intendendo che nell’incontro, oltre i conosciuti canali del transfert, c’è una comunicazione diretta, una realtà concreta del contatto che spinge ed influenza l’altro in varie direzioni. “È il fondamento del clima di realtà dell’incontro analitico” scrive infatti in Persona e Psicosi.
Il corpo comunica al di là del linguaggio, ci ha detto anche Binswanger, osservato e vissuto come “forma nascosta dell’essere”, il corpo interviene nella relazione come depositario e interprete della comunicazione. 2
L’evento atteso, l’incontro, si colloca nell’ambito della sensibilità e dell’emotività, con le caratteristiche di ogni evento mondano, proponendosi sotto aspetti connessi con il tempo, lo spazio, la corporeità, la sensorialità.
I due mondi di esperienze, sentimenti e aspettative, sconosciuti l’uno all’altro, sono, pertanto, mediati dalla corporeità e dalla percezione reciproca.3
(Tratto dalla rivista “Scienza e Psicoanalisi, Articolo di Sandro Rodighiero).